L’inclusione scolastica è diventata una “triste farsa”, così avevamo già scritto un anno fa.

L’applicazione dei DM 66/2017 e DM 96/2019 poteva affrontare le criticità che tante famiglie e persone con disabilità vivono all’interno della Scuola, ma così  non è stato.

Quando uscì la bozza del Decreto 182/2020 molte organizzazioni che tutelano i diritti delle persone con disabilità avevano messo in evidenza una serie di contraddizioni tra quanto veniva enunciato nei principi e quanto invece veniva proposto nelle soluzioni attuative.

Furono lanciate petizioni, richieste di incontri, ma il MIUR è stato totalmente sordo; questo ha condotto il CoorDown e altre organizzazioni a presentare ricorso al TAR del Lazio per l’annullamento delle Linee guida per l’inclusione e i relativi modelli di PEI .

Eppure sarebbe bastato aprire il dialogo e accogliere le osservazioni e le proposte senza arroccarsi nella difesa del proprio operato.

Grande è stata la mobilitazione e acceso il confronto, purtroppo, anche tra le organizzazioni che rappresentano le persone con disabilità.

Il diritto allo studio in alcuni punti veniva messo in discussione soprattutto tenendo conto della realtà in cui il Decreto veniva a calarsi.

Ci auguriamo che “l’eccesso di potere per disparità di trattamento, sviamento, violazione del principio di proporzionalità ed ingiustizia manifesta;” più volte menzionata nella Sentenza del TAR del Lazio produca la riapertura del dialogo e la correzione del Decreto stesso evitando il ventilato riscorso al Consiglio di Stato.

Dopo una stagione di grande fermento ormai da molti anni la spinta propulsiva è venuta progressivamente a mancare producendo una deriva assistenzialista inaccettabile e riaffermare l’inclusione concreta delle persone con disabilità nella scuola di tutti è necessario e improcrastinabile.

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Sentenza TAR del Lazio 9795 del 14/9/2021 (4 download)
Quando le istituzioni non ascoltano…